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Oderzo
Oderzo (in latino Opitergium, localmente Oderso) è un comune italiano della provincia di Treviso di ventimila abitanti. Di origini venete, nell'Antichità conobbe il massimo splendore durante il I secolo dopo Cristo. Oggi è un centro agricolo, industriale e di servizi nell'area della Sinistra Piave.
LA STORIA
Oderzo nasce a metà strada tra le prealpi ed il Mare Adriatico attorno all'XI secolo a.C., ad opera degli antichi Veneti. La zona scelta per l'insediamento era fertile e strategicamente importante, perché servita da due fiumi, sicure vie di commercio: il Monticano ed un ramo oggi quasi scomparso del Piave.
Pacificamente inglobata nell'area d'influenza della Repubblica Romana, nel 49 a.C., grazie alla Lex de Gallia Cisalpina ottiene lo status di municipium. Raggiungerà il massimo splendore nel I-II secolo - si presume che a quell'epoca la città avesse circa 50.000 abitanti. L'importanza fu tale che all'epoca la Laguna di Venezia fu detta opitergina, ed i monti del Cansiglio Monti opitergini. Vari autori nominano la città; tra di essi: Tolomeo, Strabone, Plinio il Vecchio, Lucano, Tacito, Tito Livio e Quintiliano.
Oderzo è quindi a pieno titolo parte di Roma e partecipa della sua stessa sorte subendo per secoli le pesanti conseguenze delle invasioni barbariche e delle guerre tra Bizantini e Longobardi: inizierà a riprendersi molto lentamente soltanto dopo l'anno 1000, pure senza mai tornare agli antichi fasti.
Viene contesa dalle grandi famiglie feudali della zona, in particolar modo dai da Camino, Collalto e Scaligeri, fino a quando nel 1380 il passa sotto il controllo della Repubblica di Venezia. Questo durerà pressoché ininterrottamente fino all'arrivo di Napoleone (1797). La città diventa quindi austriaca nel 1815 e italiana nel 1866.
Nel 1917 la ritirata di Caporetto porta alla città gravi danni, tra cui la distruzione dell'archivio comunale e lo scempio di varie opere artistiche e architettoniche.
Nel secondo dopoguerra il notevole sviluppo economico soprattutto dell’industria della plastica e del mobile è riuscito a coniugarsi alla tradizionale vocazione agricola dell’area con la nascita di una eccellente produzione di vini di qualità.
URBANISTICA
L'attuale assetto urbanistico della cittadina si è sviluppato a partire da quello di epoca basso medievale-rinascimentale, in quanto della situazione urbanistica romana non è rimasto pressoché nulla, a causa delle devastazioni barbariche e degli interramenti avvenuti nel corso dei secoli precedenti.
Un borgo fortificato. L'attuale centro storico si è sviluppato essenzialmente in tre fasi: la prima corrisponde al periodo successivo all'anno mille, quando viene edificato il borgo fortificato immediatamente a sud e ad ovest di Piazza Grande, nucleo della vita sociale e religiosa della città: si tratta delle cosiddette contrade Rossa e del Cristo, che presentano strade strette e perpendicolari, forse l'unico richiamo alla pianta romana, con lastricatura a ciottolato, in parte ristrutturata negli anni '90. La zona era contenuta in una cinta muraria quadrilatera, i cui vertici corrispondono attualmente al campanile del Duomo e al Torresin, entrambi edificati sulla base di due vecchie torri rispettivamente nel 1596 e nel 1995, alla Piramide (vedi) e alla piccola rotatoria di Piazza Castello.
Le mura avevano tre porte di accesso: porta Trevisana, ovvero l'attuale Torresin, da cui entrava la strada Callalta, che conduceva a Treviso; porta Friuli o di Stalla, demolita nell'Ottocento, in prossimità del Monticano; porta San Martino, sita presso l'attuale l'imbocco di via Roma in piazza Castello. Curioso notare come il borgo fortificato sorgesse a pochi metri dal fiume Monticano, ovvero il confine naturale e civile con il territorio di Camino, e quindi, la giurisdizione di Portobuffolè.
L'espansione esterna. Già a partire dal XIII secolo inizia l'espansione del borgo all'esterno delle mura, in particolare lungo la Callalta, ovvero l'attuale Borgo Maggiore (via Umberto I); ancor'oggi questa zona è parzialmente circondata dal Gattolè, un canale artificiale scavato dai Caminesi e collegato al Monticano ed al fossato, interrato tra Settecento e Ottocento, che circondava le mura. Le strade di Borgo Maggiore presentano un'ampiezza maggiore e sono lastricate in pavé.
Durante la dominazione veneziana la città si sviluppa in particolare ancora più a sud, lungo l'attuale via Garibaldi, con edifici disposti su lotti stretti e allungati (il cosiddetto "lotto gotico"), e verso nord-ovest, arrivando così in prossimità dei vari conventi edificati in periferia nello stesso periodo.
Il ventesimo secolo. La città vede a partire dalla fine dell'Ottocento una lunga fase di espansione urbana, la quale è continuata, con poche interruzioni, fino ai giorni nostri, non sempre nel rispetto della storia e della bellezza della città, per i discutibili restauri o demolizioni edifici antichi. Nel primo Novecento la città inizia la sua espansione in ogni direzione, compresa la sinistra Monticano, nel frattempo diventata parte del Comune di Oderzo, con il risultato che oggi il capoluogo è, di fatto, contiguo alle zone periferiche di alcune frazioni.
A partire dagli anni del boom economico, alcuni condomini fanno la loro ingombrante comparsa in centro; un maggior attenzione all'aspetto estetico e all'impatto ambientale delle nuove lottizzazioni si avrà soltanto a partire dalla fine degli anni '80.
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